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Gli Etruschi

Specchio bronzeo - Tarconte impara l'arte aruspicina da Tagete. Conosciuta come centro d'importanza storica e monumentale medioevale, Tuscania vanta anche una straordinaria presenza etrusca, che agli aspetti comuni degli etruschi, come popolo pre-romano tirrenico, accoglie testimonianze di mistero, di occulto e di magico, basti ricordare il labirinbto della Grotta della Regina lo specchio bronzeo (al museo di Firenze) dove Tagete rivela a Tarconte i segreti dell'arte divinatoria detta auruspicina.
Arte che in Tuscania si protrae fino in piena epoca romana della quale si ha una testimonianza tangibile da un frammento lapideo che riporta il nome di un cittadino tuscanese (ormai romanizzato): Lucio Emilio figlio di Lucio Festo "aruspice decuriale".
Intorno a Tuscania, in un raggio di un paio di chilometri e anche più, sono disseminate sepolture etrusco-romane; molte raccolte in necropoli, altre sparse senza apparente criterio, ma sicuramente legate al complesso abitativo e all'acropoli quale suo centro. Carta delle necropoli prossime all'abitato di Tuscania. Le necropoli più antiche,soprattutto in loc. Scalette, ospitano numerose tombe di tipo ogivale a fenditura superiore risalenti al periodo orientalizzante, VIII - VII Sec. a.C., di chiara influenza tarquiniese che si evolvono in tombe rupestri con camere assiali provviste di banchine per le deposizioni.
Dalla seconda metà del VI Sec. a.C. si registra l'uso frequente di tombe del tipo rupestre: quel tipo di sepolcri talvolta con ambizioni monumentali di chiara influenza ceretana scavati nelle pareti rocciose affacciate sui corsi d'acqua e realizzate lavorando la roccia fino a ottenere dadi e semidadi che in Tuscania vengono elaborati raffigurando tridimensionalmente la casa dei vivi utilizzata come mausoleo sepolcrale.
Questo fenomeno dimostra l'esistenza in Tuscania di una classe culturale capace di accogliere ed elaborale originalmente spinte ed influenze esterne. Tra le più importanti tombe del tipo rupestre sono quelle delle necropoli in località Peschiera, con la tomba del dado, a forma di casa, quella di Pian di Mola con una sequenza di tombe a casa fra le quali quella a portico colonnato, che costituisce un'unicum in tutta l'Etruria. Particolare sarcofago nenfro Curunas Ma l'influenza ceretana si fa più puntuale nella necropoli di Ara del Tufo, dove sono presenti tombe a tumulo con tamburo circolare. La tipologia funeraria, che dalla metà del IV Sec. a.C. utilizza la forma di tombe a vasta camera con sarcofagi, trova continuità e la maggiore importanza nella necropoli della Madonna dell'Olivo che ospita le tombe Curunas, Vipinana (loc. Carcarello) e quella detta della Regina che, per la presenza di numerosi cunicoli che scendono nelle viscere della terra senza un'apparente motivo, continua a sucitare un grnde interesse archeologico misto a un senso di magico e misterioso.
L´uso massiccio del sarcofago, di cui Tuscania non è seconda a nessuno, è testimoniato anche nelle piccole necropoli rustiche del territorio circostante, fenomeno che dimostra una nuova politica economica nello sfruttamento agrario da parte delle famiglie aristocratiche della città. Sarcofago fittile Pertanto l'uso del sarcofago a Tuscania, non è solo una moda del momento ma esprime una notevole spinta culturale più forte che in altri centri, anche politicamente più importanti. Tutto ciò è testimoniato oltre che dalla grande produzione dei sarcofagi in nenfro, con figura recumbente da volti carichi di espressione realistica, anche dalla continuità nei sarcofagi di terracotta (fittili) che si protrae fino al II - I Sec. a.C. e che risulta un'esclusiva peculiarità tuscanese. Infine non ultima per importanza dal posto fascinoso, va menzionata la necropoli in località del Guado Antico (Casale Galeotti), presso il luogo dove la Via Clodia scendeva per attraversare il fiume Marta prima di entrate a Tuscania.

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