La storia del popolamento di Tuscania ha inizio dalla fase finale del
Bronzo. Il corso del fiume Marta e dei suoi affluenti sono il polo di attrazione dei
primi stanziamenti arcaici nella zona, che si insediano sui rilievi naturali formati
dall'erosione delle acque.
Non mancano segni di altre culture, quali la Vulcente,Vulsiniese,la Chiusina e la
Greca,testimoniata da notevoli reperti ceramici d'importazione, come l'oinochoe
cumano ritrovato in una tomba nella necropoli delle Scalette, del quale
esistono solamente cinque esempi in Italia di cui solo tre in
Etruria.
Con l'espansione cristiana lo sviluppo economico di Tuscania è in continuo
aumento. Agli inizi del Medioevo essa appare come una fiorente diocesi, il cui
Vescovo esercita la sua giurisdizione in un territorio corrispondente al
quadrilatero formato dal fiume Fiora, dal lago di Bolsena, dal lago
di Vico e dal fiume Mignone. La vita economica e sociale mantiene per lungo
tempo un'impronta tipicamente longobarda. Ancora nel IX sec., Tuscania
presenta l'aspetto urbanistico che aveva durante il Basso Impero, ma, dopo la rinascita
del X secolo, la cinta muraria si allarga raggiungendo un perimetro di Km. 4,700 e
l'abitato ricopre una superficie di 62 ettari. Esautorato il Vescovo dei poteri
civili, inizia lentamente a funzionare il libero Comune tuscanese, con i suoi
statuti e le tipiche magistrature comunali.
Ma con le carestie del Trecento e con la peste nera nel 1349, la
popolazione diminuisce, tanto che la cerchia muraria si deve restringere, tagliando
fuori il quartiere della Civita.
si avverte una certa ripresa economica, che si riflette anche nel campo degli
scavi archeologici, ad opera di Vincenzo Campanari ed i suoi tre figli,
Carlo, Domenico e Secondiano (storico della città, oltre che
erudito archeologo).